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Lui & Lei

Brasileira gostosa


di Brigante23
01.12.2025    |    894    |    3 9.3
"La mise a pecorina sul letto, il culo piccolo e sodo in alto, il seno che pendeva e sbatteva a ogni colpo..."
Fine agosto 2022, caldo che appiccica.
Michele aveva passato gli ultimi sei mesi a svegliarsi alle 4 del mattino per trovarla online.
Flavia, 60 anni, di San Paolo Brasile, 1 metro e 55 di curve concentrate: fianchi larghi, culo tondo, e soprattutto quel seno… una quinta abbondante, sodo nonostante l’età, sempre chiuso in reggiseni di pizzo colorati che lei abbassava lentamente davanti alla webcam mentre gli diceva in portoghese:
«Olha pra mim, Michele… isso tudo vai ser teu…»
Avevano fatto di tutto in video: lei si era masturbata con un dildo di 25 cm mentre lui si masturbava furiosamente guardando, lui le aveva fatto vedere come veniva sul suo nome scritto sul petto, lei gli aveva fatto vedere il latte di cocco che si versava sui capezzoli e poi si leccava via.
Ogni volta finiva con la stessa frase:
«Quando vengo in Italia, non esco più dal tuo letto.»
E ora era lì.
Valigia piccola, vestito giallo aderente, sandali bassi, capelli neri con qualche filo d’argento raccolti in una coda.
L’aeroporto di Malpensa, uscita arrivi, le 18:47.
Quando Michele la vide, gli tremarono le gambe. Flavia era ancora più piccola di come sembrava in video, ma il seno… Dio, il seno premeva contro il tessuto come se volesse uscire da solo.
Si abbracciarono forte. Lei gli infilò subito la lingua in bocca, senza curarsi di chi guardava.
In macchina, sul raccordo, gli aveva già messo la mano sul cazzo sopra i pantaloni.
«Calma, Flavia… siamo quasi a casa.»
«Casa tua è troppo lontana, amor.»
Appena chiusa la porta del trilocale di Michele, non ci fu più nessun “calma”.
Flavia si tolse il vestito in un secondo. Sotto: reggiseno rosso di pizzo e perizoma coordinato. Il seno era una meraviglia: rotondo, alto, capezzoli grandi e scuri già duri. Michele si inginocchiò davanti a lei, glielo prese in bocca come aveva sognato per sei mesi. Succhiava forte, la lingua che girava intorno ai capezzoli, le mani che strizzavano quella carne morbida e pesante.
Flavia gli teneva la testa, parlava sporco in portoghese misto a italiano:
«Chupa gostoso… mama na minha teta… vai, italiano…»
Poi lo spinse sul divano, gli abbassò i pantaloni e gli prese il cazzo in bocca. Lo succhiò come solo le brasiliane sanno fare: profondo, bagnato, senza denti, la lingua che girava sotto la cappella. Michele le venne quasi subito in bocca la prima volta. Flavia ingoiò tutto, leccandosi le labbra.
«Primeira de muitas…» sorrise.
La scopò sul divano, sul tavolo della cucina, contro la vetrata che dava sul cortile.
Flavia era instancabile. A 60 anni aveva più energia di una trentenne.
La mise a pecorina sul letto, il culo piccolo e sodo in alto, il seno che pendeva e sbatteva a ogni colpo.
«Mais forte… me fode como se eu fosse tua puta…»
La seconda notte la passarono quasi senza dormire.
Alle 3 del mattino Flavia si svegliò, gli salì sopra e iniziò a cavalcarlo piano, i seni che ballavano davanti alla sua faccia. Michele li prese in bocca, succhiò, morse piano. Lei venne stringendolo dentro, un orgasmo lungo, silenzioso, gli occhi chiusi e la bocca aperta.
La mattina dopo, prima che Flavia dovesse partire per proseguire la sua vacanza, si fecero la doccia insieme.
Flavia si insaponò il seno, poi si inginocchiò e gli fece un’ultima pompa lenta, guardandolo negli occhi mentre lui le veniva sul viso e sui capezzoli.
Si sciacquò ridendo, gli diede un bacio dolce.
«Duas noites só… mas eu levo você no meu coração, Michele.»
Sulla porta, valigia in mano, si abbracciarono forte.
«Quando torni in Brasile… scrivimi ancora.»
«Sempre, amor. E quando sarai vecchio e stanco, ricordati di questa brasileira che ti ha fatto morire di piacere.»
Michele la guardò salire sul taxi, il vestito giallo che ondeggiava, il seno che ancora ballava sotto il tessuto.
Chiuse la porta, si sedette sul divano ancora caldo di lei, e ripensò a tutto quello che aveva vissuto in 48 ore.
Flavia tornò a San Paolo.
Ma continuavano a sentirsi con telefonate in cui una voce calda sussurrava:
«Saudade, italiano… saudade do teu pau dentro de mim…»
E Michele non poteva che ripensare a quanto era stato bello fare sesso con la bella Flavia.
Perché alcune voglie non hanno età.
E non hanno mai fine.
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